Riguardo il progetto

Chi sono?

Mi chiamo VNZ (e non Vinicius Ordo, che è il nome del progetto!) e non è facile definire chi sono, perché ancora non l'ho capito benissimo, nonostante i miei ormai approdati -enta da qualche annetto. La mia principale difficoltà nel definirmi sta nel fatto che in tanti aspetti della mia vita, e in particolare negli hobby, non ho mai raggiunto un estremo livello di polarizzazione dei miei comportamenti e dei miei pensieri che mi permettesse di dire con facilità "io sono X". Un po' invidio chi fin da piccolo ha trovato una passione forte ed è riuscito a coltivarla e farla diventare un vero e proprio motore di positività per tutta la vita, una versione minimale di Ikigai, un'ossessione per cui hai voglia di alzarti al mattino. Lo invidio perché sento che farebbe bene alla mia persona avere un filo conduttore unico che leghi le mie giornate, invece di avvertire questo senso di dissoluzione tra persona, pensieri, sensazioni, curiosità.

Non che mi manchi, la curiosità, affatto. Rimango spesso felicemente sorpreso di prender coscienza alle 2:00 di notte, nonostante il giorno dopo ci sia da fare gli adulti, che sto imparando i dettagli più minuti su cose completamente a caso. È come se, similmente ad un lupo mannaro nelle notti di luna piena, in alcuni momenti della mia vita (principalmente la notte) io perda totalmente le mie facoltà cognitive e finisca a ritrovarmi al diciassettesimo livello di nesting di una ricerca di Wikipedia o di un qualsiasi blog scavato nel passato e ormai neanche più posseduto da un vivente, scoprendo i dettagli più minuziosi sul cesaricidio. Forse sto un po' esagerando sulla mia condizione, ma non sul cesaricidio.

Comunque, Internet da questo punto di vista mi ha dato uno strumento incredibile per dar libero sfogo alla mia voglia infinita di sapere. In realtà, il sol pensiero di sapere di non poter vivere abbastanza da scoprire tutto lo scibile che mi si potrebbe presentare davanti mi rattrista... Siamo davvero esseri troppo brevi su questa Terra. Aggiungete a tutto ciò un fattore cruciale: l'inconstanza che mi contraddistingue (e che ha avuto effetti sulla mia vita in più modi, ma non me ne pento). Non solo nel tempo (ci sono periodi che mi fisso sulle cose, pensando di aver trovato la mia nuova dimensione, per poi iniziare a sbadigliare qualche settimana dopo) ma anche nei concetti. Mentre l'appassionato di X consuma comunque quasi sempre contenuti attinenti alla sfera di X, magari non proprio X ma dei suoi simili e rivisitazioni, io sento la necessità di variare spesso, troppo spesso. Questo mi porta da un lato a conoscere davvero tante cose, dall'altro a non conoscerne nessuna a fondo, un vero e proprio "Jack of all trades, master of none". Non che mi dispiaccia poter dire la mia un po' su tutto, anzi vengo spesso apprezzato per questo e non poche volte mi torna utile, ma vorrei poter prendere argomenti specifici, dissezionarli e ricomporli a modo mio.

So che l'unico modo che ho come persona per fare una cosa del genere è attraverso l'analisi introspettiva e lo studio di un argomento che mi appassiona. È per questo che nasce Vinicius Ordo (almeno negli intenti): cercare di dare una forma concreta, per la prima volta in vita mia, a qualcosa di personale, duraturo (questa è tosta da promettere) e cosciente riguardo uno dei forse pochissimi fili conduttori che mi hanno seguito in tutta la vita: i videogiochi.

Sono cosciente di non essere un critico, un letterato, un pro-player, un genio della lore... So bene cosa non sono.

So però che c'è un concetto, quello di ordine, in cui credo fortemente (e da qui Ordo). Per me l'ordine è un'entità superiore, dove tutto è perfettamente allineato, dove tutto ha un nesso logico imprescindibile e inconfutabile. In quanto tale, mi sono convinto nella vita, senza non poche pene esistenziali, che sia irraggiungibile in senso assoluto. Quello a cui possiamo ambire come umani è un'approssimazione di ordine, che è soggetta a errori, ridondanze, invecchiamento, rimodulazione. Senza manie di perfezionismo (anche questa è tosta da mantenere), vorrei puntare verso un'idea di ordine in ambito videoludico personale, per dare ordine alle mie idee e godermi di più questo fantastico medium.

Qual è il mio intento?

L'intento principale del blog è archiviazione di pensieri, sensazioni e teorie di giochi con un criterio di completezza (soggettivo). Partiró da zero, una sorta di battezzo videoludico, ma con la testa e la maturità di un giocatore adulto.

Non partiremo necessariamente blind, ma cercheremo quando possibile di dare valore aggiunto senza cadere nell'inutile, ma comunque con un focus principe ed egoistico: deve essere valore innanzitutto per me. Cosa che per svariati motivi puó discostarsi anche molto dal vostro personale concetto di lavoro o dal senso comune in generale. Un piccolo esempio: adoro guardare i quadri in qualsiasi videogioco mi passi davanti. Lo trovo un modo per approfondire cosa c'è dietro lo sviluppo e quanto a fondo il progetto si è voluto spingere nella cura ai dettagli. È una sorta di mio personale indicatore di qualità di dettaglio, assolutamente non oggettivo e neanche studiato, ma che apprezzo tanto e che quindi troverà tanto spazio qui, quando possibile.

Inoltre, ho deciso volontariamente di non portare avanti una linea editoriale precisa. Innanzitutto perchè non ho la caratura letterale per farlo, non ho studiato in tal senso e non ritengo di esserne capace "a sentimento", e poi perchè questi vogliono essere appunti, che poi saranno utilizzati, rielaborato e completati da eventuali video essay sul mio canale YouTube. Di fatto non sono contenuti che si sostituiscono, bensí si completano. Questi appunti saranno la maratona, il video la gara da 100 finale. Due obiettivi diversi che peró completano un quadro comune.

Ma bando alle ciance, cosa aspettarvi da

Se siete arrivati fin qui e vi siete fatti stare bene una spiegazione molto più propensa al cosa non sono, non solo mi dispiace tantissimo per voi, ma vuol dire che sono anche in ottima compagnia!

Visto che non riesco a dirvi cosa sono, vi posso raccontare un po' cosa sono stato fin ora, focalizzandomi sull'ambito videoludico per non tergiversare inutilmente. Iniziamo.

Dagli albori

Gioco ai videogiochi da ormai troppo tempo, da quando avevo circa 10 anni. Partii per puro caso con le handled LCD. Forse non se le ricorderanno in molti, ma prima esistevano console praticamente prive di software. Il gioco era printato direttamente in un circuito e, con molta fantasia, si poteva giocare con dei quadratini... In quel periodo specifico c'era un'esplosione di varietà, tantissime aziende provavano ad aggredire il mercato con prodotti assurdi, era una vera savana dell'hardware. Handled da relativamente pochi euro (in realtà lire! Sono vecchio, eh?) che nel 90% dei casi si rivelavano delle vere e proprie truffe, mentre per il restante 10% era possibile giocare ad una versione estremamente minimale di racing game, Tetris e poco altro. Ricordo ancora il Brick Game 999 in 1, che era sostanzialmente 998 volte Tetris (in molteplici salse che andavano dal puzzle addirittura allo sparatutto) e 1 volta un racing game a scorrimento che diventava impossibile dopo pochi minuti. Mi bastava ed ero un bambino felice, lì posso dire di aver iniziato a predisporre i miei pollici opponibili alla vaga forma di un controller.

Brick Game 999 in 1: con 7 quadratini a simulare un'auto e due sole corsie, era la fantasia a farla da padrone

Poi, tramite un amichetto d'infanzia particolarmente fortunato (ma anche molto disponibile nei miei confronti e per questo gliene sarò sempre grato), sono entrato in contatto con console che permettessero di strutturare di più. Partendo dal GameBoy Color con Pokémon Blu, che ebbe un effetto devastante sulla mia percezione di cosa significasse giocare fino a quel momento. Vedere quella console con delle animazioni vere che emetteva suoni e musichette così squillanti e ispirate e vedere quelle creature combattere ed evolvere, potendole poi affiancare al cartone animato che vedevo tutti i pomeriggi dopo la scuola e alle carte che collezionavo (e maltrattavo piegando, se potessi tornare indietro salverei quel Dark Charizard del Team Rocket!), era un qualcosa di inarrivabile a livello di soddisfazione di un bambino. Fantasia che incontrava la realtà e che evolveva in comunità (io e i miei amici non facevamo altro che parlare di Pokémon e giocare con i Pokémon e scambiarci carte di Pokémon piegate o vinte a "mignolino"). Ma non avevo il Gameboy, non ne ho mai avuto uno mio. Fu probabilmente per il mio osservarlo con un'aria mistica che un giorno mi fu prestato dal mio amico. Ero al settimo cielo, un qualcosa che non riuscirei neanche a spiegare ora, solo un essere puro ci riuscirebbe. Lo divorai, parliamo della prima esperienza di un bambino blind, senza internet, con le informazioni date da amici che a loro volta gli son state passate da altri amici (sto aspettando che esca Mew da dietro al camioncino che doveva spostarsi dopo aver battuto la Lega 99 volte). Avevo portatu tutti i Pokémon a lvl 100, con una particolare fierezza nell'aver tenuto Taglio su Charizard fino alla fine.

Pokèmon Blu, intro: la prima vera animazione elaborata che vidi su una console. Comunque, la testata di Jigglypuff su un tipo Spettro è il primo chiaro esempio che possa aver vissuto di skill issue

DA QUI VA RIVISTO UN ATTIMO

Non lo capivo allora, ma quel modo di giocare — senza guide, senza internet, costruendomi le regole del mondo dalle voci degli amici e da quello che osservavo da solo — era il modo che avrei voluto giocare per sempre. Solo che a un certo punto i giochi hanno smesso di chiederlo. Sono arrivati i tutorial, le minimappe, le cutscene esplicative, i marker sulle quest, le wiki sempre aperte in un'altra scheda. Il giocare blind è diventato un esercizio di volontà, non più la condizione naturale.

Negli ultimi anni, i titoli che mi hanno davvero formato sono stati quelli che mi hanno restituito quella condizione: i giochi che invece di raccontarti una storia te la fanno ricostruire dai dettagli. [...] Vinicius Ordo è il posto dove pratico quella stessa attenzione di trent'anni fa, in forma adulta. Per iscritto, lentamente, mentre gioco.

Negli ultimi anni, però, i titoli che mi hanno davvero formato sono stati pochi: quelli che invece di raccontarmi una storia me la fanno ricostruire dai dettagli. FromSoftware in primis, ma non solo. Ogni gioco che mi obbliga a leggere descrizioni di oggetti, osservare l'architettura, incrociare frammenti di dialogo, fa una cosa che la cultura di massa non fa quasi più: chiedermi attenzione.

Vinicius Ordo è il posto dove pratico questa attenzione. Per iscritto, lentamente, mentre gioco.

Cos'è questo blog

Non è una rivista. Non è una guida. Non è un sito di recensioni.

È un taccuino di lettura. Pubblico un post ogni tot ore di gameplay — non a fine corsa, ma dentro il percorso. Ogni post è insieme appunto, dettaglio osservato, teoria in formazione, dubbio ad alta voce.

Spesso cambio idea da un post al successivo, e quando succede non riscrivo i precedenti: lascio che si veda il pensiero che si muove. Mi interessa di più il tragitto della destinazione. Mi piace farmi sorprendere a metà, accorgermi tardi di una cosa che era lì dal primo capitolo, formulare ipotesi che verranno smontate.

Tutto questo lo scrivo qui, mentre accade. Non aspetto di "avere capito" prima di scrivere.

La sintesi finale: il canale YouTube

Quando finisco un gioco, dopo qualche settimana di decantazione, distillo quello che è emerso qui in un video essay sul mio canale YouTube. Lì non c'è il taccuino, c'è il saggio: argomentato, strutturato, definitivo per quanto un'analisi possa esserlo.

Qui c'è il viaggio. Lì c'è la tesi.

I due posti non si sostituiscono - si completano.

Se quello che leggi qui ti sembra in sintonia con come tu giochi - o con come vorresti giocare - allora siamo nello stesso posto.

— Vinicius